mercoledì 24 giugno 2026

La strega, l’ammiraglio e il mistero del paternoster verde

Nel mio ultimo viaggio in Liguria, sono passata dal porto antico di Genova e ho voluto raccontare nel mio diario di viaggio una leggenda che nasce proprio lì, quella che narra della strega e dell’ammiraglio. Tuttavia nel riscriverla mi sono imbattuta in un dettaglio che mi ha incuriosita, quello del misterioso paternoster verde. Così ho fatto qualche ricerca e ho scoperto che si tratta di una formula segreta che veniva recitata dai marinai, o meglio, dai comandanti delle navi liguri, per scongiurare le tempeste marine e le trombe d’aria. La ricerca prosegue ma al momento riporto qui quel poco che ho trovato, riproponendo anche la leggenda della strega e dell’ammiraglio, che trovate anche nel mio diario di viaggio.

La leggenda genovese della strega e dell’ammiraglio

La leggenda, che nasce attorno al porto antico di Genova, narra di un ammiraglio che, poco prima di partire con la sua nave, incontrò una misteriosa vecchina. L’uomo stava salendo dalla banchina della sua nave quando la anziana donnetta gli si avvicinò e gli chiese con garbo se aveva qualche moneta da darle. Imponente e burbero ma dal cuore gentile, l’ammiraglio donò alla signora diverse monete. Allora la vecchina lo ringraziò e con uno sguardo luminoso e penetrante gli fece una strana predizione. Gli raccomandò di fare molta attenzione, sulla via del ritorno, al canale di Piombino, poiché avrebbe assistito a un misterioso addensamento di nubi dalla forma simile a un arcolaio, che avrebbe tentato di abbattersi sulla sua imbarcazione per sommergere lui e tutto l’equipaggio. La donna aggiunse che quella nube sarebbe stata la manifestazione del potere magico di sua moglie, che era una potente strega e voleva liberarsi di lui poiché innamorata di un altro uomo.
Poco prima di andare via, la vecchina gli insegnò il rito che serviva per sconfiggere la nube tempestosa e sopravvivere alla sua furia.
L’ammiraglio, perplesso ma preoccupato, partì per il suo viaggio, e quando fu tempo di tornare, proprio mentre stava per attraversare il canale di Piombino, ripensò all’avvertimento della vecchina, e pochi istanti dopo vide la terribile nube addensarsi e assumere la forma di un arcolaio. Questa si riversò sulla nave per abbatterla, ma l’uomo afferrò la sua spada e inferse tre incisioni a forma di croce nel centro della nube, invocando il paternoster verde.
Immediatamente la tempesta si dissolse con un urlo lacerante, e poco dopo cadde sul ponte della nave un dito insanguinato, nel quale era infilata un anello. L’ammiraglio lo raccolse e riconobbe la fede che aveva donato alla sua sposa nel giorno del loro matrimonio. (1)

Stregonerie del mare
Il paternoster verde


Il cosiddetto paternoster verde era una preghiera, uno scongiuro o una litania che veniva recitata dopo aver inferto con un coltello tre tagli a forma di croce sulle nubi delle trombe marine. Il rituale che comprendeva la pronuncia del paternoster verde aveva dunque scopo apotropaico e serviva per esorcizzare la tempesta, garantendo la sua dissoluzione e il prosieguo sicuro del viaggio in mare.
La formula recitata dai marinai liguri era considerata così potente ed era a tal punto segreta che non è stato possibile reperirla nemmeno a ricercatori di folklore del calibro di Angelo De Gubernatis, che a lungo aveva tentato di farsela rivelare dei vecchi marinai livornesi (2). Si ipotizza che il paternoster verde non fosse altro che il Padre Nostro recitato al contrario, o quanto meno una preghiera simile ma poco ortodossa e ricca di bestemmie o imprecazioni che venivano rivolte alla tempesta marina, considerata una manifestazione demoniaca da sconfiggere con ingiurie e fendenti (3). A praticare questo rito era solitamente il comandante della nave. La trasmissione del paternoster verde avveniva solo oralmente le sue parole erano riservatissime. Chi le apprendeva doveva mantenere il segreto e per impararle poteva pronunciarle una sola volta.
In Sicilia esiste un rituale simile a quello che comprendeva il paternoster verde, e veniva rivolto contro la famosa dragunara o draunara, la tempesta di mare che si riteneva fosse la manifestazione di una strega tempestaria marina, o di un drago, la cui coda era visibile come tromba d’aria che si abbatteva sulle imbarcazioni per distruggerle. Nessuna nave poteva partire senza un tagliatore, che conosceva il rito del taglio e poteva garantire la salvezza in caso di tempeste.

***

Da questa leggenda apprendiamo che la vecchina è una custode dell’antica sapienza marina, che conosce e insegna all’ammiraglio un rituale e uno scongiuro, quella del paternoster verde, che fa parte della tradizione dei marinai, e che permetteranno all’ammiraglio della storia di sconfiggere la nube tempestosa prodotta da sua moglie, evidentemente una strega tempestaria marina simile alla dragunera siciliana.
Questa leggenda contiene un piccolo seme di conoscenza, tuttavia sconosciuto a chi non è iniziato ai misteri del mare custoditi solo da coloro che al mare sono votati per la vita, e che talvolta proprio in mare la vita la perdono.
È possibile che la formula del paternoster verde non sia mai stata rivelata, pur continuando ad essere tramandata fra i marinai, per la credenza secondo cui svelarla ne dissolverebbe il potere. E questo metterebbe in pericolo tutti i marinai che ne sono stati protetti per secoli. Accettiamo con pieno rispetto la segretezza di queste parole impronunciabili. È giusto che le conoscano solo coloro che sanno farne buon uso, e che il paternoster verde, qualsiasi esso sia, continui a proteggere i naviganti e a sconfiggere la minaccia delle tempeste di mare.

***

Per conoscere meglio la figura della dragunara, la trovate qui: La dragunera, strega marina dei venti

***

Note:

1. Cfr. Marco Alex Pepè, Liguria magica e stregata. Diavoli, spettri, santi, streghe e leggende millenarie, De Ferrari Editore, 2018, pag. 95.

2. Cfr. Angelo De Gubernatis, Rivista delle tradizioni popolari italiane, Volume 1, Forzani e C. Tipografi, 1893, Pagina 75.

3. Cfr. Giuseppe Delfino e Aidano Schmuckher, Stregoneria, magia, credenze e superstizioni a Genova e in Liguria, Olschki Editore, 1973, pagg. 75-82.

Bibliografia

De Gubernatis Angelo, Rivista delle tradizioni popolari italiane, Volume 1, Forzani e C. Tipografi, 1893
Delfino Giuseppe e Schmuckher Aidano, Stregoneria, magia, credenze e superstizioni a Genova e in Liguria, Olschki Editore, 1973
Pepè Marco Alex, Liguria magica e stregata. Diavoli, spettri, santi, streghe e leggende millenarie, De Ferrari Editore, 2018
Pitrè Giuseppe, Usi e costumi credenze e pregiudizi del popolo siciliano, Vol. 3, Libreria Pedone Lauriel di Carlo Clausen, 1889

Nessun commento:

Posta un commento