Il processo alle masche di Rifreddo e Gambasca
Frammenti di stregoneria storica e tradizionale
Inoltriamoci adesso negli interrogatori delle tre donne di Rifreddo e Gambasca per scorgere, laddove possibile, i frammenti – a mio parere – più interessanti di stregoneria storica e tradizionale.
Innanzitutto scopriamo dove si svolgevano i raduni delle masche. Dalle confessioni emerge che le donne si riunivano di notte in alcuni luoghi vicini, ovvero “in un incrocio di viottoli delle gravere del Po e nel prato comune del forno di Rifreddo” (1), ovvero nel pascherio della piazza di Rifreddo; ma anche “sotto una quercia”, sempre in Rifreddo.
domenica 1 marzo 2026
Il processo alle masche di Rifreddo e Gambasca. Parte prima
Il processo alle masche di Rifreddo e Gambasca
Le masche e la badessa
Nei primi giorni di autunno del 1495, nei paesini alto piemontesi di Rifreddo e Gambasca ebbe inizio una caccia alle streghe che vedrà nove povere donne inquisite, incarcerate e infine, con ogni probabilità, mandate al rogo. Dell’intero processo sono sopravvissuti solo tre documenti, nei quali sono contenuti gli interrogatori e le confessioni di tre delle nove donne accusate. I loro nomi sono Giovanna Motossa, Caterina Bonivarda e Caterina Borrella.
Le masche e la badessa
Nei primi giorni di autunno del 1495, nei paesini alto piemontesi di Rifreddo e Gambasca ebbe inizio una caccia alle streghe che vedrà nove povere donne inquisite, incarcerate e infine, con ogni probabilità, mandate al rogo. Dell’intero processo sono sopravvissuti solo tre documenti, nei quali sono contenuti gli interrogatori e le confessioni di tre delle nove donne accusate. I loro nomi sono Giovanna Motossa, Caterina Bonivarda e Caterina Borrella.
mercoledì 5 novembre 2025
Eretiche, Apostate, Streghe
In diversi processi per stregoneria le donne accusate e condannate venivano definite dapprima eretiche, quindi eretiche e apostate, e infine streghe. La formula completa registrata in alcuni atti processuali divenne “eretica, apostata e strega”, con alcune varianti tipiche piemontesi, nelle quali la formula diventava “eretica, apostata e masca”, in quanto masca era il termine con il quale venivano definite le streghe in Piemonte.
Questo accadde nel processo alle streghe di Levone, dove Antonia de Alberto e Francesca Viglone vennero condannate in quanto “eretiche, apostate e streghe” (1) e in quello di Rifreddo e Gambasca, dove le accusate sono definite “heretice, masche et apostate”. (2)
Questo accadde nel processo alle streghe di Levone, dove Antonia de Alberto e Francesca Viglone vennero condannate in quanto “eretiche, apostate e streghe” (1) e in quello di Rifreddo e Gambasca, dove le accusate sono definite “heretice, masche et apostate”. (2)
martedì 4 novembre 2025
Parola magica: Limine
Certe parole sono saggezza racchiusa in poche lettere. Sono chiavi che, conosciute e pronunciate aprono porte che danno sull’invisibile. Una di queste parole, particolarmente legata al momento in cui il velo che separa i mondi si fa più sottile, è limine.
Limine o limen, dal latino limen –mĭnis, ovvero “soglia”.
Il limen è etimologicamente la soglia, e ne deriva la parola limine, il “varco per cui si entra in un luogo o in un ambiente”.
Il limen è quindi il passaggio, o meglio, la linea di passaggio sulla quale si passa per entrare – piuttosto che per uscire – in un luogo altro.
Limine o limen, dal latino limen –mĭnis, ovvero “soglia”.
Il limen è etimologicamente la soglia, e ne deriva la parola limine, il “varco per cui si entra in un luogo o in un ambiente”.
Il limen è quindi il passaggio, o meglio, la linea di passaggio sulla quale si passa per entrare – piuttosto che per uscire – in un luogo altro.
sabato 1 novembre 2025
Le tre sorelle streghe di Forno di Rivara e primo accenno al processo alle streghe di Rivara
Uno dei processi per stregoneria più noti in Piemonte, soprattutto perché pervenutoci intatto, è quello del paesino canavesano di Levone. Ebbe inizio il giorno 11 di agosto del 1474 e la sua tragica fine si consumò il 7 di novembre 1474 con la morte di Antonia de Alberto e Francesca Viglone, entrambe messe al rogo sulla sponda del torrente Malone.
Poco si conosce tuttavia di un episodio simile, che avvenne due anni prima, così come del successivo processo di Rivara, istruito nello stesso castello nel quale erano state interrogate, torturate e condannate Antonia e Francesca.
Ne riferisce Pietro Vayra nel suo studio pubblicato nel 1874, dove riporta che il 29 settembre del 1472, a Forno di Rivara – oggi Forno Canavese – vennero accusate di stregoneria tre sorelle, figlie di un certo Pietro Bonero. Di loro non è rimasto neanche il nome, a parte una delle tre, che pare si chiamasse Benvegnuta e che fu moglie di Turino Merlo. Tutte e tre le sorelle vennero condannate a morte e messe al rogo. Di loro è a stento sopravvissuta memoria.
Poco si conosce tuttavia di un episodio simile, che avvenne due anni prima, così come del successivo processo di Rivara, istruito nello stesso castello nel quale erano state interrogate, torturate e condannate Antonia e Francesca.
Ne riferisce Pietro Vayra nel suo studio pubblicato nel 1874, dove riporta che il 29 settembre del 1472, a Forno di Rivara – oggi Forno Canavese – vennero accusate di stregoneria tre sorelle, figlie di un certo Pietro Bonero. Di loro non è rimasto neanche il nome, a parte una delle tre, che pare si chiamasse Benvegnuta e che fu moglie di Turino Merlo. Tutte e tre le sorelle vennero condannate a morte e messe al rogo. Di loro è a stento sopravvissuta memoria.
venerdì 17 ottobre 2025
Le Ricette dello Strigozio. Insalata e ciliegie
Nel primo processo alle streghe di Cassano d’Adda, una delle povere donne accusate e interrogate, ovvero Cossina da Groppello detta Formiga, rivelò di aver visto nel bosco Tuneda la Steffanina da Ferrara – imputata nel secondo processo – con altre streghe, mentre “prendevano cibo da ciliegie e insalata come facevano i demoni”.
Forse Cossina intendeva che le donne nel bosco mangiavano ciliegie e insalata separatamente, ma ho comunque voluto trarre una gustosa ricetta, perfetta per lo strigozio estivo e per magiche cene fra streghe e spiriti.
Forse Cossina intendeva che le donne nel bosco mangiavano ciliegie e insalata separatamente, ma ho comunque voluto trarre una gustosa ricetta, perfetta per lo strigozio estivo e per magiche cene fra streghe e spiriti.
mercoledì 15 ottobre 2025
I processi alle streghe di Cassano d'Adda. Parte seconda
I Processi alle streghe di Cassano d’Adda
Frammenti di tradizione stregonica nel secondo processo
Dallo studio dello storico Tullio Bazzi, che riporta alcune parti del processo alle streghe svoltosi nel Castello Visconteo di Cassano d’Adda nel 1520, vorrei trarre alcuni dettagli interessanti per lo studio sulla stregoneria storica e sulla tradizione magica del territorio.
Innanzitutto scopriamo i luoghi in cui le presunte streghe si incontravano. Uno in particolare era il bosco Tuneda, come riportato nel primo processo da Cossina detta Formiga, che disse “di aver visto la succitata Steffanina in un luogo chiamato Tuneda ai confini di Groppello, Inzago e Cassano dove prendevano cibo da ciliegie e insalata come facevano i demoni.” Inoltre, “oltre il fiume Adda danzavano smodatamente assieme ai demoni”. (1)
Frammenti di tradizione stregonica nel secondo processo
Dallo studio dello storico Tullio Bazzi, che riporta alcune parti del processo alle streghe svoltosi nel Castello Visconteo di Cassano d’Adda nel 1520, vorrei trarre alcuni dettagli interessanti per lo studio sulla stregoneria storica e sulla tradizione magica del territorio.
Innanzitutto scopriamo i luoghi in cui le presunte streghe si incontravano. Uno in particolare era il bosco Tuneda, come riportato nel primo processo da Cossina detta Formiga, che disse “di aver visto la succitata Steffanina in un luogo chiamato Tuneda ai confini di Groppello, Inzago e Cassano dove prendevano cibo da ciliegie e insalata come facevano i demoni.” Inoltre, “oltre il fiume Adda danzavano smodatamente assieme ai demoni”. (1)
I processi alle streghe di Cassano d'Adda. Parte prima
I processi alle streghe di Cassano d’Adda
Accenni al primo processo e i roghi di Leonarda, Petrina e Vanina la Zoppa
Il territorio storico lombardo della Martesana si sviluppa attorno al Naviglio Martesana – o Naviglio della Martesana – che nasce dal fiume Adda e si snoda serpentino per una quarantina di chilometri, passando attraverso e accanto diversi paesi come Inzago, Cassano d’Adda, Groppello e Canonica d’Adda. Proprio in questa zona, tra la fine del 1519 e l’inizio del 1520 si scatenò una caccia alle streghe che si sviluppò con l’istituzione di due processi per stregoneria dagli esiti completamente opposti. Del primo processo non è rimasta alcuna documentazione, mentre del secondo – avviato come conseguenza delle accuse scaturite dal primo – il faldone conservato presso la Curia di Cremona venne accuratamente analizzato e commentato dal dott. Tullio Bazzi per l’Archivio Storico Lombardo: Giornale della Società Storica Lombarda alla fine del 1800.
Accenni al primo processo e i roghi di Leonarda, Petrina e Vanina la Zoppa
Il territorio storico lombardo della Martesana si sviluppa attorno al Naviglio Martesana – o Naviglio della Martesana – che nasce dal fiume Adda e si snoda serpentino per una quarantina di chilometri, passando attraverso e accanto diversi paesi come Inzago, Cassano d’Adda, Groppello e Canonica d’Adda. Proprio in questa zona, tra la fine del 1519 e l’inizio del 1520 si scatenò una caccia alle streghe che si sviluppò con l’istituzione di due processi per stregoneria dagli esiti completamente opposti. Del primo processo non è rimasta alcuna documentazione, mentre del secondo – avviato come conseguenza delle accuse scaturite dal primo – il faldone conservato presso la Curia di Cremona venne accuratamente analizzato e commentato dal dott. Tullio Bazzi per l’Archivio Storico Lombardo: Giornale della Società Storica Lombarda alla fine del 1800.
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