Camminando per le strette stradine del borgo di Croveo, in Valle Antigorio, si incontrano alcuni cartelloni illustrati che raccontano le vicende accadute nel lontano XVI secolo, quando diverse donne e alcuni uomini vennero accusati di stregoneria, processati, torturati, e lasciati al loro tragico destino. Alcuni di questi cartelli riportano anche citazioni e frammenti di folklore locale, come quello che riguarda il profondo legame che è sempre esistito fra le streghe e i gatti. Spesso non solo le streghe erano accompagnate da gatti, in particolare neri, ma erano loro stesse a mutarsi in gatti. Le leggende che trattano di questa simbiosi sono numerosissime. Tornando a Croveo, proprio in uno dei cartelli che tracciano il percorso attraverso la storia delle streghe e il folklore nato attorno a loro, è riportata una parte di leggenda scritta da Sebastiano Ferraris, in arte Adolfo da Pontemalio, e pubblicata per intero nel prezioso libretto Novelle e leggende ossolane nel 1927. Dato che fortunatamente una ristampa anastatica di questo libro fa parte della mia libreria, ho voluto riportare la leggenda completa. Questa, per una volta, racconta della resistenza delle streghe e della loro rivalsa contro l’Inquisizione.
Possano tutte le streghe risorgere dalle proprie ceneri e riprendere, ognuna, il proprio posto nel mondo.
